Como Preromana

La COMO PREROMANA non sorgeva nella convalle affacciata sul lago, poiché all’epoca la zona era paludosa e soggetta costantemente agli straripamenti dei fiumi che la attraversavano. Solo con la fondazione della colonia romana di Novum Comum, ad opera di Caio Giulio Cesare, furono effettuati gli interventi di bonifica e sistemazione fluviale necessari a rendere edificabile la convalle. L’abitato golasecchiano si sviluppò quindi sulle alture che circondano la città moderna, in particolare sulle pendici meridionali della Spina Verde, caratterizzate da terrazzi ed ampi pianori. Molti sono i fattori che spinsero alla scelta di quest’area, come l’abbondanza di corsi d’acqua, la buona esposizione alla luce solare e l’ottima visibilità sulla valle sottostante. L’origine dell’insediamento risalirebbe almeno al X secolo a.C. (periodo Protogolasecca), ma i reperti databili tra il X e il VII secolo a.C. sono costituiti quasi esclusivamente da sepolture e frammenti di ceramica. Le strutture abitative rinvenute sono infatti attribuibili perlopiù al VI-V secolo a.C., fase di massimo sviluppo della Como preromana, in cui si intensificò il suo ruolo di tramite commerciale tra l’area etrusca e l’Oltralpe. Sembra che nel V secolo a.C. l’insediamento avesse raggiunto un’estensione di 150 ettari, dimensioni affini a quelle delle grandi città dell’Etruria; si ipotizza però che tale superficie non fosse interamente edificata, bensì comprendesse anche campi e pascoli. Il comune orientamento della maggior parte degli edifici e la presenza di strutture di servizio, quali pozzi o canali di scolo, suggeriscono l’esistenza di un piano urbanistico unitario. La crisi causata dalle invasioni galliche di inizio IV secolo a.C. determinò una netta contrazione dell’abitato, che però non fu del tutto abbandonato. Tra la fine del III e la metà del I secolo a.C. appare documentata una ripresa, ma di certo non furono più raggiunte le dimensioni dei secoli precedenti e alcune delle principali aree insediative di VI-V secolo a.C. come ad esempio quella di Pianvalle furono destinate a sepolcreti. In questi secoli ebbe avvio la romanizzazione nel territorio di Como; data che ne sancì l’inizio fu il 196 a.C., quando le truppe guidate dal console Marco Claudio Marcello sconfissero una coalizione di Comensi e Galli Insubri. L’ingresso definitivo nell’orbita romana avvenne però nel 59 a.C. con la fondazione cesariana di Novum Comum nella convalle prospiciente il lago. Da allora l’insediamento della Spina Verde perse definitivamente importanza e non rimase che un quartiere periferico della città romana.

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