Fonte della Mojenca

Tra le molte sorgenti presenti in Spina Verde la FONTE DELLA MOJENCA è l’unica dotata di una struttura monumentale risalente ad età protostorica. Non è possibile datare la costruzione di questo complesso, tuttavia è stato possibile riconoscere i due distinti momenti di realizzazione. Dapprima venne scavato nella roccia madre un alveo, terminante in una vasca trilobata, poi si procedette alla vera e propria monumentalizzazione, creando attorno all’alveo una galleria costituita da argini in pietra a secco e da una copertura orizzontale in lastroni di granito. Questa struttura ha una lunghezza di circa 18 metri e si restringe progressivamente verso l’interno, fino a divenire impraticabile. Gli unici reperti databili raccolti presso la fonte sono alcuni frammenti ceramici attribuibili al V secolo a.C. che però non sono indicativi per la cronologia del sito in quanto sembrerebbero dilavati dai pendii circostanti. La monumentalizzazione della Fonte della Mojenca potrebbe essere connessa ad un suo utilizzo come sede per il culto delle acque; è infatti attestata nella cultura di Golasecca l’usanza della deposizione votiva di oggetti di pregio in corsi o specchi d’acqua. Si segnala infine una curiosità toponomastica. Il nome Mojenca può essere connesso ai termini celtici muit e moier, significanti umidità/luogo umido. La stessa radice sarebbe all’origine dei termini dialettali lombardi moia e moi, e si riscontra anche in gran parte delle moderne lingue europee come l’inglese moist (umido) o lo spagnolo mojar (bagnare).

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