Altri siti di interesse

CAVA DI MOLERA A CAMERLATA

Nel Parco Regionale Spina Verde vi sono anche delle antiche cave di arenaria, utilizzate nei secoli per la realizzazione di manufatti ed edifici. Tra le più grandi ed interessanti dal punto di vista geologico vi è quella di Camerlata, che i comaschi possono vedere sul versante della collina che va da Piazza Camerlata verso Prestino. Pochi sanno che dietro alla roccia che affiora c’è un vero e proprio “antro” che è il risultato delle attività di estrazione dell’arenaria nel passato.

particolare della roccia di arenaria, scavata nei secoli scorsi per ricavare materiale da costruzione (ad esempio lo stesso Castello Baradello).  suggestiva immagine che suggirisce, tramite il raffronto con le persone, la grandiosità dello spazio scavato. suggestiva immagine che suggirisce, tramite il raffronto con le persone, la grandiosità dello spazio scavato.

La cava è oggetto di un progetto di riqualificazione voluto dal Parco Spina Verde di concerto con l’azienda ospedaliera S.Anna, proprietaria dell’area interessata. I finanziamenti sono Regionali per euro 100.000,00 e Provinciali (Assessorato Ecologia e Ambiente) per Euro 30.000,00. I lavori, previsti per il primo trimestre 2009 vedrà la connessione alla rete sentieristica principale (sentiero n°1 La dorsale), la pulizia del sito, la messa in sicurezza e soprattutto un percorso di visita studiato ad hoc.

SCALA DEL PARADISO

Nel Parco Regionale Spina Verde è possibile trovare numerosi siti di interesse culturale anche al di fuori degli ambiti prettamente archeologici che caratterizzano il versante sud del Parco in località Prestino e Rebbio. Il Parco Regionale Spina Verde ha infatti una caratteristica unica nel suo genere: è un parco di confine e per questo motivo permangono sul suo territorio alcuni manufatti singolari costruiti proprio per “difendere” il territorio italiano.
Una delle più caratteristiche è sicuramente la Scala del Paradiso. Il nome rende bene l’idea dei più di novecento gradini di cui è costituita la scala e che collegano Ponte Chiasso con il Sasso di Cavallasca. Costruita alla fine dell’ottocento per favorire il controllo del confine da parte della Guardia di Finanza, ha paradossalmente finito per essere una “infrastruttura” a servizio di chi, illecitamente, ha contrabbandato beni di diverso genere tra Svizzera e  Italia negli anni 50-70 del secolo scorso.

vista del tratto terminale della scala prima dei lavori del parco per la posa di una staccionata per la sicurezza dei visitatori. vista di un tratto di scala vista di un tratto di scala

Oggi che il fenomeno del contrabbando è sostanzialmente finito l’opera è rimasta a testimonianza del passato uso e, attraverso una importante opera di pulizia e messa in sicurezza, il Parco Spina Verde l’ha formalmente inserita nei percorsi ufficiali del Parco ed è percorribile dagli escursionisti più “temerari” che desiderano accedere al Sasso di Cavallasca da Ponte Chiasso superando in una volta sola i più di 300 metri di dislivello.

RAMINA

Nel Parco Regionale Spina Verde è possibile trovare numerosi siti di interesse culturale anche al di fuori degli ambiti prettamente archeologici che caratterizzano il versante sud del Parco in località Prestino e Rebbio. Il Parco Regionale Spina Verde ha infatti una caratteristica unica nel suo genere: è un parco di confine e per questo motivo permangono sul suo territorio alcuni manufatti singolari costruiti proprio per “difendere” il territorio italiano.

immagine generale della rete di confine e della palizzata realizzata (località La Valle, Parè).

È infatti possibile ritrovare, in numerosi punti lungo il sentiero confinale n°2, tratti della rete di confine, denominata “Ramina”. La rete sorge tutta all’interno del territorio Italiano, infatti è possibile notare come il vero confine di Stato, segnalato con bassi cippi di pietra, sia almeno 5-15 metri oltre la stessa Ramina. Nel secolo scorso la Guardia di Finanza pose dei campanelli sulla Ramina al fine di segnalare la presenza di contrabbandieri intenti a oltrepassare illegalmente il Confine.

PUNTO ESTREMO SUD DELLA SVIZZERA

Il Parco Regionale Spina Verde è un parco di confine; al di là della rete che segna il limite dello Stato Italiano, il bosco prosegue nel territorio Svizzero in quello che è chiamato Bosco del Penz che è gestito dalle autorità elvetiche come un’area protetta comunale. Qui sorge un punto peculiare: il punto più a Sud della Svizzera.

immagine di insieme del punto più meridionale della Svizzera, con la Mela di Guglielmo Tell, eroe nazionale. particolare della cartellonistica che indica il sito.

Esso è visibile al di là della rete di confine (vedasi scheda relativa alla “Ramina”); è attrezzato con alcune panchine e tavoli da Pic nic ed è visitato annualmente da un migliaio di svizzeri che, anche dalla Svizzera romanda o dalla Svizzera tedesca, si cimentano in una escursione che li porta a visitare il Bosco del Penz e con esso il punto più meridionale della Confederazione.
Esso è altresì attrezzato con una grande mela di legno che ricorda l’eroe nazionale svizzero Guglielmo Tell.

POLVERIERA DI ALBATE

Nel Parco Regionale Spina Verde è possibile osservare i manufatti della prima guerra Mondiale della Linea Cadorna; meno conosciuta, ma non meno importante anche per il possibile futuro recupero a centro Parco, vi è la Polveriera di Albate, risalente, in questo caso, non al primo ma al secondo conflitto mondiale.
Essa sorge nell’area della Valbasca, in uno dei più suggestivi e interessanti ambiti dal punto di vista ambientale dell’intero del Parco Spina Verde; essa è costituita da un complesso di una decina di “casematte” ovvero di luoghi di stoccaggio delle polveri e delle munizioni.

vista di una delle casematte della polveriera dismessa inserita tra i prati e i boschi della Valbasca di Albate vista da vicino di una casamatta ancora in piedi dopo lo scoppio del '43. vista di una garrita per l'osservazione e la vigilanza del terreno militare.

I militari non scelsero a caso la collocazione in Valbasca: la valle, con la propria conformazione morfologica avrebbe limitato l’esplosione evitando un possibile danno ai vicini centri abitati di Lora e Albate. Attualmente la struttura non è visitabile poiché è pericolante anche se sono in corso trattative da parte dell’Ente Parco per l’acquisizione e la riqualificazione.

E’ possibile comunque osservare, lungo il sentiero 6, al di là della rete che limita l’area militare, i resti delle casematte, delle piantane e delle garrite.

PARCO DELLE RIMEMBRANZE

Il Parco delle Rimembranze sorge in prossimità del Castello Baradello.
L’area rappresenta uno dei punti più suggestivi dell’area compresa tra il colle Bradello e il Colle del Respaù. La particolare conformazione “a catino” fa si che non vi sia inquinamento acustico. Giunti al Parco delle Rimembranze sembrerà di essere tornati indietro di 1000 anni al tempo del Barbarossa. Presso il grande prato è stato realizzato dagli Alpini un altare di commemorazione dei caduti presso il quale talvolta si svolgono cerimonie e S. Messe.
L’intera area è stata riqualificata in passato dagli Alpini i quali hanno costruito anche una scala di  collegamento tra il sentiero 1 – La dorsale collinare e il sentiero 10 che, ad anello, cinge il colle del Baradello.

vista di insieme del prato e dell'altare del Parco delle RimembranzeL; visibile in alto che la cima del Castello Baradello.