Siti medioevali

CASTELLO BARADELLO

La torre, alta 28 metri, svetta in cima al colle.Simbolo ed emblema del Parco Spina Verde è il Castello Baradello.
La fortificazione sorge su un colle che, per le sue caratteristiche orografiche, è stato più volte utilizzato come postazione  strategica per il controllo del territorio circostante: lo stesso appellativo Baradello proviene dal vocabolo celtico “barrus” – ovvero luogo elevato – facendo presumere un suo utilizzo già ai tempi della dominazione celtica. Ritrovamenti di monete romane hanno fornito l’indicazione di un avamposto difensivo e di avvistamento di epoca romana, mentre le parole di Giorgio di Cipro nella sua “Descriptio Orbis Romani” (647 d.C.) ci dicono che, ai tempi della difesa dell’ultima romanità nei confronti dei popoli barbarici, la località era utilizzata come avamposto militare del Limes ovvero del confine dello Stato Romano.

L’aspetto odierno del Castello è dovuto all’Imperatore Federico Barbarossa che, dopo la vittoria del 1158 su Milano, aiutò i Comaschi a ricostruire la torre sui resti delle più antiche fortificazioni.

Oggi del Baradello, smantellato dopo il 1526 dagli invasori Spagnoli per paura che la popolazione potesse usarlo come luogo di difesa, rimane sono la torre come un “faro di pace” (come lo definì lo scrittore Giovanni Verga) a guardia della città e del Parco.

Del complesso fortificato del colle Baradello facevano parte anche tutta una seria di ambienti collegati alla Torre principale. Tra le meglio conservate, a circa 300 metri di distanza dalle fortificazioni principali sorge una torretta di avvistamento che dominava il passaggio obbligato verso la convalle e la città murata.

vista di insieme dei resti degli ambienti del Castello. vista dell'arco che divideva, una volta, due ambienti della fortificazione. immagine della cosidetta

Oggi sono visibili anche alcuni tratti delle mura di fortificazione e difesa che si sviluppavano attorno al complesso del castello sopravvissuti alla distruzione “spagnola”. Sembra, anche con l’ausilio di alcune pubblicazioni e disegni antichi, che le mura scendessero fino a lambire il monte Goi dirimpetto al colle del Baradello  costituendo così non solo un punto di vista formidabile ma anche una fortezza inespugnabile e una difesa per la città murata.

Particolarmente suggestivo vi sono i resti di quelle che sono chiamate “le stanze del Barbarossa” oggi usata dal Parco per i concerti di arpe celtiche durante la tradizionale Festa Medioevale nel Parco.

Il Castello è, dopo i primi lavori di recupero della Torre, di nuovo accessibile al pubblico. Il Castello è aperto al pubblico ogni domenica fino ad ottobre, dalle 10.00 alle 17.00 con visite ogni 20 minuti. Il costo, simbolico, è di 2 euro a persona. I gruppi familiari pagano 2 euro in tutto. Bambini e ragazzi sotto i 18 anni hanno ingresso gratuito. Le guide accompagnano lungo la salita alla torre con spiegazione della storia della Torre e della città di Como. All’interno della Torre vi sono inoltre alcuni vestiti e oggetti offerti dal Palio del Baradello. Arrivati in cima alla torre si può godere di uno spettacolo unico nel suo genere con vista a 360 gradi sulla città, sulle alpi e sulla pianura padana.

Le visite infrasettimanali sono disponibili per gruppi superiori a 10 persone e previa prenotazione ai numeri riportati sulla locandina scaricabile qui sotto.

 

locandina apertura castello baradello

 

CASCINE RESPAU’

Il complesso delle cascine Respaù sorge a poca distanza dal castello Baradello e rappresentavano in epoca medioevale la servitù del Castello. Si tratta di alcune cascine fortificate in grado di resistere con il castello ad un assalto nemico. Nell’area, grazie anche alla favorevole esposizione, si coltivava gelso e tutto ciò che occorreva al castello. Successivamente alla caduta della fortezza furono utilizzate per attività agricole varie, pascolo, bachicoltura, coltivazione di segale e frumento per secoli fino agli anni ’50 del secolo scorso. Oggi il Respaù di sotto è adibito a usi sociali, mentre il Respaù di sopra è la sede di attività di ristorazione degli Alpini.

vista generale della cascina fortificata, detta di