Siti storico religiosi

SANTUARIO DELL’ASSUNTA

La chiesetta dell’Assunta in Drezzo sorge in posizione dominante sul paese e sulla Val Mulini. La costruzione presenta aspetti architettonici interessanti: l’abside e il corpo principale sono romanici, gli affreschi sulla facciata e l’immagine della Madonna risalgono al XV secolo. Nell’interessante raccolta dell’ex voto esposti in una nicchia si trovano rappresentati sia da episodi di vita quotidiana che richiami ad episodi storici. La chiesetta, una delle prime della zona (come Santo Stefano in Pedrinate) fu eletta a parrocchia nel 1500 e elevata a titolo di santuario nel 1935.

vista generale della Chiesetta posta in posizione panoramica sulla valle mulini. particolare di un bellissimo affresco sulla parete esterna del santuario.

 

BASILICA DI SAN CARPOFORO

 immagie del campanile della Basilica che sorge ai bordi del ParcoLa tradizione vuole che, verso la fine delle persecuzioni, un soldato romano, Carpoforo con cinque compagni, Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo, fuggiti da Milano, perché cristiani, subirono il martirio nella località detta Selvetta, sulle pendici orientali del colle Baradello, presso un tempio dedicato al dio Mercurio, di cui sono state rinvenute iscrizioni mutile su pietra.

Le persecuzioni cessarono nel 313 con l’editto di Costantino. Nel 386 sant’Ambrogio consacrò primo vescovo di Como san Felice che trasformò in chiesa cristiana l’antico tempio pagano ormai in rovina e vi collocò le spoglie di San Carpoforo e dei suoi compagni. Intorno a questa prima chiesa di Como sorse la prima comunità cristiana comasca. In questa chiesa fu poi sepolto anche san Felice, nel sarcofago che si trova dietro l’altare dell’attuale cripta.

La pianta a tre navate ha un aspetto singolare con notevoli assimetrie così come la facciata parzialmente interrata e priva di portale: vi si accede infatti da un ingresso aperto nel fianco meridionale. Il complesso di S.Carpoforo si trova al margine meridionale del Parco del Tempo sul lato della Spina Verde che guarda verso Como, nei pressi dell’ospedale S.Anna appena sotto il Castello Baradello.

L’orientamento della navata della Chiesa fa presumere che la chiesa stessa sorga sull’antico edificio del Tempio di Mercurio (che nel pantheon greco-romano era il dio delle comunicazioni e protettore dei viaggiatori) della città di Novum Comun anche in relazione alla posizione lungo la via Regina che partiva da Como e attraversava le Alpi per raggiungere le lontane province romane della Germania Superiore e Inferiore (attuali Belgio, Lussemburgo e Lander tedeschi a ovest del Reno).

BASILICA DI SANT’ABBONDIO

La basilica di S. Abbondio che sorge al margine meridionale del Parco Spina Verde è un importante esempio di architettura tardo-romanica. Il complesso costituito dalla basilica e dall’annesso Chiostro è situato ai piedi della collina del Baradello in corrispondenza dell’antica Strada Regina; è stata edificata nel XI secolo ad opera dei Benedettini, sul luogo dove sorgeva la basilica paleocristiana dei S.S. Apostoli. Il tempio, solennemente consacrato da Papa Urbano nel 1095 fu più volte restaurato nel corso dei secoli. La basilica, che costituisce il canone della scuola architettonica comacina presenta 5 navate e due campanili alleggeriti da eleganti bifore e trifore. All’interno (foto 3) l’abside conserva meravigliosi affreschi della vita di Cristo risalenti al secolo XIV.

LA CHIESA DEI PITTORI

L’oratorio sorge in località Colombirolino in Cavallasca, costruito su un ripiano a mezza costa, sopraelevato rispetto alla strada, lungo il torrente Seveso. E’ di colore rosa, con quattro lesene gialle ai lati del portone d’ingresso. Tra queste, due nicchie blu movimentano la facciata che termina con frontone triangolare, al di sopra del quale si staglia un campanile a vela. I battenti della porta sono in rame e rappresentano San Rocco a cui è dedicata la chiesetta costruita nel 1857 e consacrata l’anno successivo su un luogo dove sorgeva un cappelletta elevata nel 1826 laddove erano sepolti i morti della peste del 1630 (descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi). Pare che dopo questa epidemia non ve ne furono più altre a Cavallasca da lì l’idea di costruire ex-voto la Chiesa.
Il nome “dei pittori” deriva dal fatto che furono chiamati 14 diversi artisti, nel 1978, per decorare le 14 stazioni della Passione.

LA CROCE DI SANT’EUTICHIO

La Croce è posta sul pianoro del colle di Sant’Eutichio, rivolto verso la parte meridionale della città e proteso su un precipizio. Essa è stata costruita in occasione del XIX Centenario della Crocifissione di Gesù Cristo, quando il pontefice Pio XI indisse l’Anno Santo. Allora gli uomini dell’Azione Cattolica della città di Como provvidero ad installare una Croce in ferro sul colle per sostituire quella in legno esistente da tempo immemorabile. Si narra che Eutichio (morto nel 539 d.C.), ottavo vescovo di Como, amasse pregare nei boschi della Spina Verde sovrastanti la protobasilica di S. Abbondio laddove esisteva una croce in legno che proteggeva la città; lo stesso morì in quei boschi e i comaschi gli dedicarono il colle e compirono (tradizione conservata fino all’inizio del secolo scorso) pellegrinaggi annuali alla Croce in cima al Colle. La Croce moderna è meta di pellegrinaggi negli anni della seconda Guerra mondiale ed è stata recentemente restaurata per la visita del Papa a Como (1996).