Sentiero 10 – Colle del Baradello

Caratteristiche

Tipo di interesse prevalente: storico-archeologico

Accesso/i principale/i:

Nord: Via Castel Baradello, Como

Sud: Via Santa Brigida, Como, loc. Camerlata

Parcheggi in prossimità:

Nord: Via Castel Baradello, Como

Sud: Via Colonna, Como, loc. Camerlata

Tempo medio di percorrenza / Lunghezza: 1h / 1,5 Km

Grado di difficoltà: medio

Quota min. slm: 300 m Quota mass. slm: 420 m Dislivello +120 m

Specifiche / sentieri che si incontrano: circolare (10a, 10b, 10c) con diramazioni/ n°1

Ricettività e/o servizi: Baita Baradello

Punti di Interesse: Castel Baradello, Parco delle Rimembranze

Mappa GPS

Sentiero 10

Descrizione

L’itinerario circoscrive il colle del Castello Baradello e permette di raggiungerne la sommità. Il percorso ha inizio da via degli Alpini che affianca il parco delle Rimembranze, dove si trova il monumento dei Caduti, e prosegue sino alla cima dove si trova il Castello Baradello, eretto per ordine del Barbarossa, dopo la vittoria del 1168 su Milano, sui resti di più antichi insediamenti. Il Castello è divenuto nei secoli uno dei simboli della città di Como nel mondo, è stato commemorato e descritto da più scrittori e poeti e infine assurto come simbolo stesso del Parco Regionale Spina Verde di Como.

Il colle Baradello per le sue caratteristiche orografiche si è posto in passato come balcone panoramico e strategico verso la città di Como, la dorsale collinare del Parco Spina Verde e la pianura padana. Sotto al Castello si trova una baita e una area di sosta, attrezzata con delle panchine ombreggiate dalle conifere. Ripartendo dalla baita si procede in discesa sulla strada che porta verso l’arrivo, ornata da vegetazione arborea ed arbustiva considerata di pregevole interesse botanico. Nelle vicinanze si segnalano i resti di una cava di arenaria e, verso la convalle, la basilica di San Carpoforo, famosa perché sede di avvenimenti storico religiosi importanti. La tradizione vuole infatti che, verso la fine delle persecuzioni, un soldato romano, Carpoforo con cinque compagni, Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo, fuggiti da Milano, perché cristiani, subirono il martirio nella località detta Selvetta, sulle pendici orientali del colle Baradello, presso un tempio dedicato al dio Mercurio, di cui sono state rinvenute iscrizioni mutile su pietra.

Le persecuzioni cessarono nel 313 con l’editto di Costantino. Nel 386 Sant’Ambrogio consacrò primo vescovo di Como san Felice che trasformò in chiesa cristiana l’antico tempio pagano ormai in rovina e vi collocò le spoglie di San Carpoforo e dei suoi compagni. Intorno a questa prima chiesa di Como sorse la prima comunità cristiana comasca. In questa chiesa fu poi sepolto anche san Felice, nel sarcofago che si trova dietro l’altare dell’attuale cripta. La pianta a tre navate ha un aspetto singolare con notevoli asimmetrie così come la facciata parzialmente interrata e priva di portale: vi si accede infatti da un ingresso aperto nel fianco meridionale.

Il sentiero n°10 si chiude infine in località Ul Ginocc, antico ritrovo che era attrezzato con una pista di pattinaggio sul ghiaccio.