Sentiero 11 – Protostorico

Caratteristiche

Tipo di interesse prevalente: storico-archeologico

Accesso/i principale/i:

Via Isonzo e Via Rochetto,  Como loc. Prestino

Parcheggi in prossimità:

Via Isonzo, Via A.Bregno e P.zza Giotto, Como, loc. Prestino

Tempo medio di percorrenza / Lunghezza: 1 h 15 min / 1,3 Km

Grado di difficoltà: medio

Quota min. slm: 380m Quota mass. slm: 450 m Dislivello +60 m

Specifiche / sentieri che si incontrano: numero 1, 4 e 11a

Ricettività e/o servizi: Baita Pianvalle

Punti di Interesse: Roccia di Painvalle, Abitato di Pianvalle, Capanna Didattica, Fonte della Mojenca, Roccione Prestino, Camera Ovale, Camera Carugo, Camera Grande e Cave dismesse.

Tracciato GPS

Sentiero 11

Descrizione

L’itinerario consente di visitare i resti archeologici dell’abitato pre-romano di Como, riferibile alla cultura dei Golasecca.
Il tracciato corre lungo un sentiero di circa 3 km che si snoda in tre diramazioni. Il percorso parte dall’abitato di Como/Prestino, via Isonzo, dove, proseguendo verso sud giunge in via Ronchetto per poi imboccare sulla sinistra via monte Croce, strada in acciottolato in salita verso le baite, tra boschi di latifoglie.
Passato sulla destra il serbatoio dell’acquedotto, la strada prosegue fino a raggiungere un tratto pianeggiante dove sulla sinistra ha inizio, in discesa, il percorso protostorico (tratta 11a).
L’invito al sentiero è dato da una bella gradinata che conduce, dopo un breve tratto, alla Fonte della Moienca. Il sito archeologico è ubicato sulla sinistra, in basso rispetto al tracciato del sentiero.
La Fonte della Moienca, il cui nome deriva dal celtico Muit – da cui poi il termine in dialetto lombardo Moi – cioè luogo paludoso, era probabilmente un luogo sacro legato al culto delle acque. È formata da una grotta artificiale realizzata con grosse pietre che fiancheggiano un canale scavato nell’arenaria. La sorgente si trova a circa 20 m dall’ingresso della grotta.
Dopo avere lasciato la Fonte, proseguendo sul tracciato principale, il sentiero si divide. Seguendo la segnaletica si prosegue verso sinistra raggiungendo in discesa la Camera Ovale e, poco dopo, lasciando sulla destra l’itinerario protostorico, e proseguendo diritti in discesa si arriva al Roccione di Prestino, dove sono visibili le tracce dei solchi lasciati da slitte o carri e coppelle incise nella roccia.
Poi il sentiero sbuca alle case popolari di via Isonzo.
Procedendo invece sul sentiero di destra rispetto alla Camera Ovale, l’itinerario scende fino ad incrociare una pista. Prendendo a destra si sale alla Camera Carugo: il sito si trova in una posizione sfavorevole per essere utilizzato a scopo abitativo ed è possibile che fosse invece utilizzato a scopi artigianali. La struttura è dotata di due pareti scavate nella roccia sormontate da un ballatoio forse utilizzato come sostegno per la copertura.
Scendendo sulla sinistra, dopo un breve tratto, si giunge alle due cave, utilizzate per l’estrazione della pietra arenaria (molera): tale pratica era in uso non solo nell’antichità, ma fino al secolo scorso. Osservando attentamente le pareti si notano gli incavi sui quali venivano montate le attrezzature per la perforazione ed il taglio della pietra.
In prossimità del sito è presente un cancello che conduce all’uscita del percorso su via Caversaccio.

Riprendendo l’itinerario dalla Camera Ovale e proseguendo in salita, si imbocca sulla sinistra un sentiero che sale per poi ridiscendere fino ad incrociare un’altra pista forestale che conduce, girando a sinistra, alla Camera Grande: un sito archeologico costituito da un basamento a pianta rettangolare scavato nell’arenaria, sul fianco della collina, utilizzato per l’edificazione di un edificio a due piani. Sono ben visibili i fori nella roccia d’incastro delle travi ed i canali utilizzati per lo scolo delle acque.
Di ritorno dalla Camera Grande e girando a destra si scende fino ad incrociare via Isonzo; girando, invece a sinistra, si sale arrivando, dopo circa 700 metri, al punto di partenza del percorso intrapreso (itinerario 11a).
Quindi si prende sulla sinistra la strada che porta al monte Croce.
Giunti al termine della salita, in località Pianvalle, la strada prosegue: sulla destra in salita verso il monte Croce e diritta verso la baita degli Alpini.
Prendendo quest’ultimo percorso la carreggiata si fa pianeggiante. Dapprima si incontra sulla destra una ricostruzione di capanna protostorica, in prossimità di una baita. Proseguendo, dopo circa 500 metri, sulla destra della carreggiata, è visibile l’abitato di Pianvalle, che costituisce la parte terminale del percorso protostorico.
A Pianvalle è venuto alla luce un quartiere del più vasto abitato protostorico in cui sono ancora visibili le fondazioni delle capanne in pietre giustapposte a secco e parte delle strutture artigianali utilizzate nell’età del Ferro.
Poco sopra è presente il roccione di Pianvalle, un’enorme affioramento di arenaria interessato da incisioni quali coppelle, canalette, ruote raggiate, cavità piedi formi, delle quali non è certa né la datazione né la funzione precisa, anche se è probabile che avessero una finalità rituale.