Sentiero 7 – Cavallasca

Caratteristiche

Percorso da / a: Cavallasca a San Fermo                                                                                                               

Eventuali accessi secondari: scalinata di via Giasca

Parcheggi in prossimità: Cavallasca Via Dunant, Via Monte Sasso e via Montagnola

Tempo medio di percorrenza: 2 ore

Lunghezza del sentiero: 4,4 chilometri

Grado di difficoltà: facile

Quota min. slm: 410 m  Quota mas. slm: 610 m Dislivello: 200 m

Adatto a oppure non adatto a: adatto a tutti, alcuni punti anche in mountain bike

Altri sentieri che si incontrano: 2, 8

Ricettività e servizi: Agriturismo L’Agrifoglio + B&B Margherita

Punti di Interesse: Galleria di deposito, trincee, Fortino del Monte Sasso, Abbeveratoio, Punto panoramico del Pin Umbrela, punto più alto del parco (610 metri)

Punti di sosta (tavoli, panchine etc): panchine ai punti di belvedere (Monte Sasso, Pin Umbrela)

Tipo di interesse prevalente: storico didattico, panoramico

Mappa GPS

Sentiero 7

Descrizione

Il sentiero sette è come la settima sinfonia di Beethoven, ritmata, incalzante e gioiosa. In due ore di cammino si può percorrere l’anello del monte Sasso di Cavallasca, scoprire le trincee e gli appostamenti, vedere il fortino e passare per il punto più alto dell’intero parco della Spina Verde.

Una passeggiata adatta a tutti, gradevolissima in ogni stagione, che porta a scoprire alcuni angoli nascosti del parco, piccoli vivaci tesori, come il piano delle farfalle o il bosco di betulle o ancora il piano del tasso. E’ il percorso classico che viene proposto anche a tutte le scolaresche perché raggruppa aspetti naturalistici, storici e didattici.

Si parte da Cavallasca. L’ideale è lasciare l’automobile nei pressi del Municipio di Villa Imbonati e poi dirigersi verso la chiesa parrocchiale di San Michele, da lì, tenendo la destra, si va verso le scuole elementari e l’asilo di via Monte Sasso. La salita verso l’accesso al sentiero 7 (è segnalato) che porta al Monte Sasso e a San Fermo è un pochino impegnativa, volendo c’è un piccolo posteggio salendo a destra rispetto la sbarra di accesso al parco in località Maiocca.

Se si sceglie di tenere la destra, e percorrere l’anello che compone buona parte dell’intero sentiero in senso antiorario, si troverà come primo punto di interesse la galleria di deposito delle munizioni che servivano per tener controllata la linea di confine ad inizio Novecento. Da lì si segue la strada e se si continua a salire tenendo la sinistra si raggiunge l’Agriturismo Agrifoglio, se invece si continua sul sentiero ci si incammina lungo la strada militare che porta fino a San Fermo, in località Bronno e poi da lì al Bed & Breakfast Margherita e all’uscita dal sentiero in via Cardano.

La strada militare è molto ben tenuta, realizzata nel 1918, mantiene ancora i suoi elementi costitutivi con un camminamento centrale affiancato dalle cunette laterali di ciottoli più fini per lo scorrimento delle acque. E’ interessante notare come queste strade costituiscano la Linea Cadorna che segnano tutto il nord Italia, dalla Val d’Aosta allo Stelvio e che i sentieri miliari erano segreti, un tempo non erano segnati sulle mappe per evidenti ragioni strategiche.

Percorrendo il sentiero di ciottoli si arriva al Balcone panoramico del Monte Sasso, qui la vista ha un ampio respiro sul paese di Cavallasca e poi man mano lo sguardo spazia sino a Milano.

Poco prima di raggiungere il balcone panoramico, dove si trovano delle panchine di legno, si trova una grande pigna di sasso, una raffigurazione della pigna del cedro del Libano donata dalla ditta Binda di Valbrona, un monumento di circa 2 quintali, portato in elicottero proprio in quel punto del sentiero. Se si sale oltre, dietro al balcone panoramico, attraverso querce eriche e betulle, si arriva al punto più alto del parco, siamo a 610 metri sopra il livello del mare. Proseguendo sul sentiero si oltrepassa uno spiazzo, animato nella stagione più calda da vivaci farfalle, contornato da betulle. A questo punto si può scegliere se mantenere la destra e dirigersi nel paese di San Fermo o continuare con l’anello del Monte Sasso, passare l’osservatorio e arrivare al Pin Umbrela. Qui si trova un altro balcone panoramico, questa volta si guarda su Como, sulla sinistra troviamo paesi come Monte Olimpino e la frazione di Como Sagnino che confinano con Chiasso, poi lo sguardo può spaziare sulla Svizzera con il Monte Generoso e, guardando verso destra, Maslianico, Cernobbio il monte Bisbino e San Primo, dunque il primo bacino del lago. Prima del balcone sono stati installati quattro troni di legno e sul balcone svetta la bandiera d’Italia.

Nello spiazzo del balcone c’è un altare degli Alpini e subito si ritorna nella dimensione che il sentiero 7 riprende, quella della Grande Guerra. Percorrendo la scalinata che si trova oltre il punto panoramico si arriva, senza saperlo, ad incrociare percorsi sotterranei che in alcuni casi non sono accessibili, ma facilmente individuabili dal sentiero ogni volta in cui si scorge una grata. I camminamenti sotterranei servivano agli spostamenti militari.

Proseguendo nel cammino, usando le scale appositamente inserite nel sentiero per mezzo di tronchi si oltrepassa la Piana del tasso e si arriva all’abbeveratoio. Si è al Fontanin della Pobbia, ovvero una fontana ad angolo retto con duplice funzione di abbeveratoio nel primo tratto e, nel secondo, di lavatoio caratterizzato da un piano inclinato. L’acqua che approvvigiona le vasche è convogliata da un vicino ruscello, un’insegna in cemento, “G.M 1917”, ricorda che la sua costruzione è opera del Genio Militare nel 1917. Proseguendo oltre e mantenendo la sinistra (a destra s’incontra il sentiero 2 e la scala del Paradiso), si arriva in un altro luogo imperdibile di questo sentiero ricco di punti interessanti: il Fortino del Monte Sasso. Qui è d’obbligo un giro nella trincea confinale con le scale, i ripostigli portamunizioni nella roccia, con le postazioni delle mitragliatrici e le maniglie, ancora originali che servivano per aiutarsi velocemente a montare sul piano del terreno in caso di intervento militare. Le trincee di tutela del confine furono costruite da vecchi, donne e bambini un secolo fa. La pavimentazione è ancora quella originale, in diversi punti la trincea aveva una copertura che ora non c’è più.

Vicino al Fortino c’è anche la possibilità di accedere ad una galleria, uno dei punti di appostamento nella roccia di gonfolite con tanto di camera e finestra. Per visitarla occorre avere co sé una torcia. Lasciando sulla destra la deviazione per il sentiero 12 si prosegue sul sentierone fino ad arrivare alla sbarra che delimita il percorso e da lì in via Monte Sasso a Cavallasca, dove ha inizio l’anello del giro del Monte Sasso.