Sentiero 8 – Naturalistico di Parè

Caratteristiche

Tipo di interesse prevalente: naturalistico

Accesso/i principale/i:

Via Oreghello, Paré

Via alla Torre, Cavallasca, loc. Colombirolino

Via Monte Sasso, Cavallasca

Parcheggi in prossimità:

Via Oreghello, Paré

Via alla Torre, Cavallasca, loc. Colombirolino

Via Monte Sasso, Cavallasca

Tempo medio di percorrenza / Lunghezza: 2h 30min / 3,6 Km

Grado di difficoltà: elementare/ adatto a tutti

Quota min. slm: 460 m Quota mass. slm: 530 m Dislivello +70 m

Specificità / o sentieri che si incontrano: l’anello incrocia anche il sentiero 2 e 7

Ricettività e/o servizi: Centro Parco “Vivere tutti il Parco”, Ristoro Mughetto a Cavallasca.

Punti di Interesse: Area umida di Paré, sorgenti del fiume Seveso, trincee della Prima Guerra Mondiale, Chiesa di San Rocco.

Mappa GPS

Sentiero 8

Descrizione

L’itinerario inizia salendo da via alla Torre a Cavallasca (frazione di Cà Martello). Al primo tornante si imbocca, sulla sinistra, una pista sterrata che corre pianeggiante, per circa 50 metri, a mezza costa, fra antichi terrazzamenti, ora ricoperti da boschi di castagni, pini silvestri e agrifogli, per poi salire gradatamente per circa 300 metri, dove, sulla destra di un pianoro è presente un rudere a suo tempo utilizzato come capanno da caccia. La strada è di origine militare, fa parte di una fitta rete di collegamenti del sistema difensivo risalente alla prima Guerra Mondiale, la cui presenza è significativa nel Parco. Si notano qua e là i resti di un bell’acciottolato che ricopriva l’intero tracciato, ormai andato distrutto per i continui franamenti dal versante a monte, dove ceppaie di ceduo affondano le loro radici nel manto roccioso di arenaria mista a pietre levigate. (gonfolite).

Si lascia la pista forestale e si prosegue, sulla destra, verso nord su un sentiero pianeggiante, per un breve tratto, poi leggermente in discesa, fino all’incrocio con la pista sterrata in fregio al torrente Oreghello. Il percorso è caratterizzato dalla presenza di radici in superficie e di pini silvestri, dovuti al terreno roccioso. Il bosco circostante, che si affaccia sulla valle, è immerso in un ambiente silenzioso, con profumi di resine portate dal vento e illuminato dai raggi solari che filtrano tra gli alberi. Quasi al termine del sentiero, sulla destra, c’è un imponente faggio secolare.

Si prosegue in piano verso nord, lasciandosi il sentiero alle spalle e la pista Oreghello sulla sinistra, fino a giungere all’incrocio col il sentiero confinale (il numero 2). Sulla sinistra, ad una breve distanza, s’incontra un’area umida, molto bella da visitare, ricca di ontani neri. La presenza di numerose specie di anfibi qualifica l’area ad alto valore naturalistico. Nei paraggi, passando il confine, è presente il punto estremo sud della Svizzera, ben segnalato.

Proseguendo invece sulla destra, si percorre in piano un altro breve tratto del sentiero confinale (il 2), per poi lasciarlo sulla sinistra. La segnaletica indica di proseguire lungo un sentiero rettilineo che si inerpica salendo alla sommità del versante collinare. Tutto intorno c’è un bosco misto di castani, faggi, betulle ed agrifogli. La presenza di numerose varietà di uccelli, specialmente in primavera-estate, e la vegetazione rigogliosa rendono l’ambiente  particolarmente selvaggio.

Giunti al termine della salita si prosegue verso destra, per poi scendere ripidamente, seguendo la segnaletica, lungo un sentiero che porta ad una strada sterrata di fondo valle. Si può quindi proseguire sia a destra (tratta breve) sia a sinistra (tratta lunga), fino a giungere ad un’ ampia radura, dove sono occasionalmente presenti animali al pascolo.

Il percorso continua in leggera discesa fino al Centro Parco (ristorante Mughetto) e alla Chiesetta di San Rocco in zona “colombirolo”. La storia locale riporta che tale località venne usata nel 1600 per sepellirvi i morti in seguito all’epidemia di peste bubbonica portata, in età manzoniana, dai Lanzichenecchi. Nell’anno 1857, in memoria di una peste di colera (1855), venne edificata la chiesetta in onore a San Rocco, protettore dei malati epidemici. Restaurata nel 1978, attualmente è meglio conosciuta come “Chiesetta dei pittori”, perché ospita una Via Crucis dipinta nel 1979 da alcuni artisti del Circolo “Cultura e Arte”. Davanti alla chiesetta si può notare una stele in arenaria con la scritta “contaggio”; si tratta di un elemosiniere che chiedeva ai viandanti di offrire un obolo a favore dei malati di colera. Sui muri che sostengono esternamente la chiesa si possono osservare diverse piante di cappero, specie di origine mediterranea con esigenze particolarmente termofile, sicuramente piantata da qualcuno ma che ha attecchito in questa zona della provincia di Como proprio per la particolarità di clima e terreno.

Si scende poi lungo la strada asfaltata, che costeggia un ampio parcheggio del Parco e di seguito la Villa Archinto sulla destra, attorniata da un giardino all’italiana ricco di essenze esotiche pregiate. Il breve tratto che porta alla conclusione del percorso offre una bella vista sul territorio circostante di Cavallasca e dei paesi limitrofi fino a sbucare sulla strada provinciale Garibaldina (SP17).